sabato 15 ottobre 2011

SACRARIO DI ASIAGO - Per non dimenticare...Lest we forget ...

   
SACRARIO DI ASIAGO

La sua sagoma, alta e imponente, si staglia netta nel vasto panorama circostante a perenne ricordo dei fatti che dal 1915 al 1918 fecero dell'altopiano di Asiago l'epicentro di lotte sanguinose e di innumerevoli eroismi. E' costituito da un unico piano, a pianta quadrata, in cui trovasi la cripta con le tombe dei Caduti sistemate in loculi disposti lungo le pareti di gallerie perimetrali ed assiali al cui centro è la Cappella Votiva. AI di sopra della cripta si apre l'ampio terrazzo al cui centro sorge un arco quadrifronte alto 47 metri. Ai quattro lati del terrazzo, nei parapetto della balconata, sono incisi ed indicati da frecce i nomi delle località dell'altipiano storicamente più importanti.
Nel Sacrario sono custoditi 12.795 Caduti identificati ed i cui nomi sono incisi, in ordine alfabetico da sinistra a destra sui singoli loculi; nonché i resti di 20.291 Caduti Ignoti raccolti in grandi tombe comuni nelle gallerie centrali più prossime alla cappella.
Nelle pareti di quest'ultima sono custodite le tombe di 12 Caduti decorati di Medaglia d'Oro al V.M.
Nel Sacrario trovansi anche raccolti i Resti di 18.505 Caduti austro ungarici di cui 12.335 ignoti, provenienti da vecchi cimiteri di guerra dismessi della vicina zona.
In totale nel Sacrario vi sono quindi raccolti 51.591 Caduti della guerra 1915-1918.
   


  
IL MUSEO STORICO

Nei pressi dell'ingresso della Cripta-ossario sono stati sistemati, in appositi locali, dei cimeli raccolti sui campi di battaglia di Asiago, nonché documenti e fotografie dell'epoca che ci riportano una viva testimonianza delle aspre e sanguinose battaglie che vi si combatterono.
Nella sezione di sinistra sono illustrate le vicende belliche del settore montano, dall'Adige al Brenta, nei primi due anni 1915-1916 della guerra: dall'avanzata iniziale all'accanita difesa dei valorosi reparti che si sacrificarono sul Passo Buole, Pasubio, Novegno, Cengio, Zovette, Lemerle, Valbella, Meletta per bloccare, sull'ultimo diaframma montano, la grande offensiva austriaca nel maggio-giugno 1916.
Nella sezione di destra sono documentate le vicende del biennio 1917-1918 della durissima guerra condotta con molto accanimento da entrambi i contendenti e conclusa con la piena disfatta austro-ungarica. In particolare sono ricordati i disperati coi battimenti sul Pasubio, i grandiosi lavori di organizzazione logistica e di rafforzamento delle difficili posizioni montane e l'olocausto delle eroiche truppe alpine nella battaglia dell'Ortigara: in un pregevole plastico è riportato lo schieramento dei reparti all'inizio della battaglia (10 giugno 1917).
  
Cannoni del Sacrario di Asiago


  
SALA PROIEZIONE DOCUMENTARI

In un apposito locale esterno, vengono proiettati dei documentari cinematografici, tratti dalle riprese dirette di operatori dell'epoca, integrati dalla illustrazione verbale degli avvenimenti storici della prima guerra mondiale ed in particolare della guerra combattuta nel difficile settore montano


L'ALTOPIANO DI ASIAGO NELA GUERRA 1915-1918

OPERAZIONI INIZIALI

Altipiano di Asiago, 17.6.1918.
Durante l’offensiva austriaca sull’Altopiano e Fanteria francese a monte Tondo


    
Il settore Trentino in cui era compreso l'Altopiano di Asiago, venne affidato alla 1a Armata.
All'inizio delle operazioni le nostre truppe si portavano avanti raggiungendo la linea Lizzana-Castel Dante-Corna Calda, penetravano in Vallarsa e Val Terragnolo; occupavano l'interposta zona montuosa Pasubio-Col Santo.
Sugli Altipiani raggiunsero la linea dei forti Belvedere, Campo Luserna, Cima Vezzena. In Valsugana vennero conquistate Borgo e Roncegno; ma lo schieramento avanzato italiano, concepito come posizione di sosta per ulteriori sbalzi in avanti, risultò, del tutto inadeguato ad una difesa ad oltranza, sia per il terreno sfavorevole che per le forze ed i mezzi disponibili.


LA STRAFE-EXPEDITION
  
Attacco austro-ungarico
  
Nel 1916 le operazioni sull'Altopiano furono caratterizzate dalla “Strafe-Expedition”, la grande operazione offensiva con la quale gli austriaci contavano di travolgere le nostre posizioni tra la Val Lagarina e la Valsugana per dilagare nella pianura veneta, alle spalle delle nostre armate schierate sull'Isonzo.
Dal 15 al 20 maggio, i nostri reparti avanzati furono soverchiati dall'irruenza dell'offensiva e la 1a Armata dovette ripiegare su posizioni arretrate in Vallarsa, in Valsugana e sul Pasubio ove s'infransero però tutti gli attacchi nemici.
Nella seconda fase dell'offensiva, dal 20 al 28 maggio, l'attacco austriaco si sviluppava verso l'altipiano di Tonezza ed in Val d'Astico, raggiungeva Arsiero, mentre per la Val d'Assa dilagava nella conca di Asiago respingendo le nostre difese al margine meridionale ed orientale dell'altopiano dei Sette Comuni. L'attacco nemico progredì dal 29 maggio al 10 giugno, tra Gallio e Marcesina; ma anche in quel settore la nostra resistenza si irrigidì riuscendo a fronteggiare la pressione nemica. Pure i reiterati attacchi nella zona del Pasubio vennero respinti.
Sulla sinistra dell'Astico, dopo accanitissima lotta, il nemico riuscì a conquistare la zona del Cengio, difesa fino all'estremo dalla Brigata Grantieri affiancata da reparti delle Brigate Catanzaro, Pescara e Trapani.
Dall'11 al 16 giugno gli austro-ungarici rinnovano il tentativo di sfondamento con nuove e più ingenti forze lungo la direttrice dell'Astico concentrando gli sforzi delle due armate: l'11a contro il M. Novegno e la 3a contro M. Zovetto-M. Lemerle.
Gli attacchi al Novegno, scatenati il 12 e 13 giugno contro le posizioni tenute dalla 35a Divisione ed in particolare sul M. Giove, furono decisamente respinti con gravi perdite fra i contendenti: il nemico dovette rientrare nella base di partenza senza riuscire a catturare nemmeno un prigioniero italiano.
Contro il settore Zovetto-Lemerle gli accaniti attacchi nemici si protrassero dal 15 al 16 giugno ma furono respinti a prezzo di gravi perdite specie tra i valorosi Reggimenti della Brigata Liguria (ai quali venne concessa la M. O.). In quel settore importante gli austro-ungarici riuscirono a strappare qualche vantaggio territoriale ma non a sfondare l'ultimo sottile diaframma montano verso la pianura vicentina.


LA CONTROFFENSIVA ITALIANA
  
I nostri Alpini
    
Non appena la sensazione che lo sforzo avversario stesse per esaurirsi, il Comando Supremo Italiano dispose di impiegare parte della riserva generale (5a Armata) per una decisa controffensiva e riconquistare le posizioni perdute.
La battaglia ebbe inizio il 16 giugno dalla zona nord degli Altipiani, e costrinse gli austriaci ad un ripiegamento generale sulla linea M. Ortigara - M. Zebio - M. Interrotto - Punta Corbin - M. Majo - Passo della Borcola - M. Spii - Zugna Torta.
I nostri successivi tentativi di forzare le posizioni avversarie del Pasubio verso il Col Santo e verso la Borcola incontrarono una resistenza accanita.
  
Cesare Battisti viene condotto verso il patibolo
  
Il 10 luglio, durante l'azione del Battaglione alpini Vicenza contro il M. Corno di Vallarsa, caddero in mano del nemico il Tenente Cesare Battisti di Trento e il Sottottenente Fabio Filzi di Rovereto, i quali, dopo un sommario processo, furono impiccati nella fossa del Castello di Trento, il 12 luglio 1916, pagando con la vita il loro amore per la Patria italiana; analoga sorte aveva avuta il Tenente d'artiglieria Damiano Chiesa di Rovereto, fucilato a Trento il 19 maggio dello stesso anno.
Benché bloccata, l'offensiva austriaca del maggio-giugno 1916 aveva reso ancor più pericolosa la nostra situazione al saliente trentino e sull'Altipiano; perciò, nell'autunno-inverno 1916, venne realizzato un complesso grandioso di fortificazioni in caverna e di lavori stradali per rendere più sicura
la difesa e facilitare i rifornimenti.


LA BATTAGLIA DELL'ORTIGARA (giugno 1917)
  
...i fiori della guerra...
   


Necessaria per consolidare la nostra difesa e riportare la nostra linea sul margine nord dell'Altipiano e sul costone di Portule, la battaglia ebbe inizio il 10 giugno. Gli Alpini della 52a Divisione s'impadronirono, con gravi sacrifici, del Passo dell'Agnella e della quota 2101; a sud, invece, l'attacco non riuscì per la strenua resistenza avversaria, favorita dalle formidabili difese.
La 52a Divisione, dopo aspra lotta, il 19 giugno, riusciva a raggiungere la vetta dell'Ortigara (q. 2105); ma il nemico reagì con estremo vigore ed il 25 giugno, malgrado il disperato valore degli alpini e dei fanti della Brigata Regina fummo costretti a tornare alle posizioni di partenza.
Le perdite furono, da ambo le parti, ingentissime. Per noi, tra morti, feriti e dispersi assommarono ad oltre 23 mila uomini di cui 13.000 gravarono solo sui 22 battaglioni alpini impiegati sull'Ortigara.


LA BATTAGLIA DEGLI ALTIPIANI
  
Il rancio
  


La grave rottura di Caporetto del 24 ottobre 1917 costrinse il settore degli Altipiani a ripiegare l'ala destra, in collegamento col Grappa, sulla linea Sasso Rosso - M. Tonderecar - Castelgomberto - Melette - M. Longara - Asiago.
La nuova linea venne ripetutamente attaccata in forze il 10 novembre 1917 dagli austriaci e, a malgrado l'accanita resistenza, si dovette retrocedere sul M. Sisemol - M. Zomo dove il 13 e 14 novembre i fanti della Liguria però riuscirono ad arrestare l'irruenza nemica.
Dal 14 al 17 il nemico concentrò i suoi sforzi contro M. Fior e Castelgomberto e ancora il 22 e 23, contro il M. Meletta dove fu respinto dagli alpini e dai fanti della Perugia. Il 4 dicembre il nemico ritentò con nuove e più poderose forze, ma venne però bloccato sulla predisposta linea arretrata Cima Echar - M. Valbella - Col del Rosso - Zaibena.
Contro questa nuova linea, il 23 dicembre il nemico scatenò l'ultima offensiva che si protrasse durissima, d'ambo le parti, il 24 e perfino il giorno di Natale. Ma alla fine, ogni velleità offensiva austriaca fu infranta.


LA BATTAGLIA DIFENSIVA DEL GIUGNO 1918

Avanzata italiana sull'altipiano di Asiago

   
L'ambizioso piano nemico mirava ad un gigantesco attacco concentrico impegnandovi tutte le forze disponibili: l'11a Armata austro-ungarica, forte di 23 divisioni schierate dall'Astico a Fener sul Piave, doveva effettuare l'azione principale dagli Altipiani e dal Grappa per raggiungere Vicenza ed aggirare le Armate italiane schierate sul Piave.
Sugli Altipiani l'attacco nemico mosse la mattina del 15 giugno e nel settore occidentale presidiato dalle truppe britanniche ottenne qualche successo iniziale; ma il pronto ed efficace intervento dell'artiglieria del X Corpo d'Armata, a cui segui un deciso contrattacco, valse ad arrestarlo.
Nel settore centrale, tenuto dalle truppe francesi, le fanterie nemiche penetrarono nel saliente di Capitello Pennar, ma ne furono presto ricacciate.
Nel settore orientale. presidiato dal nostro XIII Corpo d'Armata, l'attacco nemico riuscì a progredire fino ad investire il ridotto di Cima Echar e la posizione di Busa del Termine; ma i nostri reparti tennero vittoriosamente fronte alle masse di assalto lottando corpo a corpo ed il nemico non passò.
Nella successiva giornata del 16 giugno, sull'Altipiano di Asiago, la situazione iniziale venne completamente ristabilita mercè i nostri vittoriosi contrattacchi.


L'OFFENSIVA FINALE
  
Le  truppe italiane entrano a Trento
   

Il 24 ottobre, il Comando Italiano fece iniziare dal Grappa e dal Piave la grande offensiva che doveva rompere il fronte nemico nel tratto di saldatura fra il settore montano e la linea del Piave e travolgerlo definitivamente.
L'improvvisa piena del fiume fece ritardare di qualche giorno l'azione risolutiva della 8a e 10a Armata. Ma il 29 ottobre la nostra offensiva riprendeva su tutto il fronte, dallo Stelvio al mare.
L'Armata degli Altipiani, superata l'estrema e tenace resistenza avversaria, avanzava decisamente con le avanguardie in Val Brenta e su Trento, costringendo alla resa colonne interminabili di soldati austriaci stremati dalla stanchezza e umiliati dalla sconfitta.


LE ZONE MONUMENTALI

VISITA ALLA ZONA MONUMENTALE DELL'ORTIGARA
     
Colonna a q. 2015 dell'Ortigara "PER NON DIMENTICARE"

      
Vi si accede percorrendo la rotabile di Valle Campo Mulo che da Gallio porta allo spiazzale Lozze.
Vi si scorgono ancora i segni della guerra; trincee, camminamenti, postazioni, osservatori e caverne scavate nella roccia. A q. 2106 di cima Ortigara è stata posta una colonna con la significativa epigrafe “PER NON DIMENTICARE”, a ricordo degli eroici alpini caduti sul monte.
A q. 2101 sorge un cippo postovi dai combattenti austro-ungarici per onorare i propri Caduti.
   
Chiesetta degli Alpini sul Monte Lozze (q. 1912)


   
Sulla cima del monte Lozze, un'alta colonna con alla sommità la statua della Vergine; nei pressi una suggestiva chiesetta in stile alpino custodisce un sacello-ossario.
La visita del campo di battaglia può essere facilitata dai sentieri guidati, indicati da apposita segnaletica, che dal Piazzale della Madonna di Lozze conduce alla Cima dell'Ortigara: tempo di percorrenza tra andata e ritorno per l'itinerario più breve (che esclude però gran parte delle opere difensive recentemente riattate) circa due ore.


VISITA ALLA ZONA MONUMENTALE DEL CENGIO
  
Altare dei Caduti sul Monte Cengio (q. 1351)


     
Si arriva sul Cengio mediante la rotabile Vicenza-Asiago che dal bivio Campiello porta al piazzale Principe di Piemonte.
Alla sommità del monte sorge un'Ara Votiva sormontata da un'alta croce metallica a ricordo dei granatieri Caduti.
Nella zona del Cengio sono ancora visibili le formidabili opere fortificatorie costruite per la difesa della importantissima posizione.
Tabelle e lapidi indicatrici agevolano la visita della zona.


___________________________________________________________________

1 commento:

Sciarada ha detto...

Ciao Loris, un post ricco, interessante ed istruttivo!