martedì 27 dicembre 2011

ABU SIMBEL E LA NUBIA

Grande Tempio (Abu Simbel)

  

ABU SIMBEL E LA NUBIA

Meraviglie salvate e ricordi sommersi

L'antico Egitto si è distinto, nella storia dell'umanità, per la costruzione di edifici a forma quadrilatera in cui trovava posto la mummia del faraone, considerato una vera divinità. Questo nelle prime dinastie (3000 circa a.C.) quando la forma piramidale del tempio, o tomba, assumeva forme cosmiche (vedi la piramide di Cheope tuttora considerata, per dimensione, monumento insuperato), ma in tempi successivi (1300 a.C.) il tempio comincia ad assumere la forma classica con pilastri e colonne, adornato di statue colossali, come si può vedere nel tempio di Ramsete II ad Abu Simbel ricavato nella viva roccia, sulle rive del Nilo, e dove all'esterno sono scolpite quattro giganti statue del faraone, alte oltre 20 metri, in posizione seduta.
  
Il tempio di Abu Simbel
   


Merita ricordare un particolare del tempio di Abu Simbel in quanto l'architetto costruttore aveva orientato il santuario del faraone in modo tale che i due giorni dell'anno, e precisamente il 20 di febbraio ed il 20 di ottobre, un raggio di sole, di primo mattino, entrava dalla porta principale e penetrando nella profondità del tempio raggiungeva nel fondo l'altare maggiore illuminando in pieno le statue degli dei.

A seguito della costruzione della diga di Assuan per evitare che l'innalzamento delle acque del Nilo invadessero il monumento, distruggendolo e perdendo per sempre un così prezioso patrimonio artistico, l'UNESCO utilizzando un contributo offerto da tutti i paesi del mondo, nel 1965, ha provveduto a "smontare" il tempio, come pure quello appresso dedicato alla dea Hathor, tagliando e numerando pezzo per pezzo, e ricostruendo il tutto ad un'altezza di oltre 60 metri dal sito precedente.
  
Posizione del lago Nasser


    
In seguito alla costruzione della Diga Alta, la terra che storicamente si chiamava Nubia non esiste più. Un tempo, risalendo il Nilo in battello da Assuan a Wadi Haifa (nei pressi della seconda cateratta), l'occhio poteva ammirare, lungo le rive del fiume, il susseguirsi di villaggi, templi, inespugnabili fortezze, costruiti per la maggior parte dai re della XII dinastia.
Oggi, quella terra è stata completamente e per sempre sommersa. Per nostra fortuna, grazie alla mobilitazione dell'UNESCO, alcuni monumenti sono stati salvati, anche se, tolti dal loro contesto naturale, hanno perso parte del loro fascino. Alcuni sono stati ricostruiti lontano dalle acque del fiume, nel deserto che ora avanza prepotente fino alle sponde del lago Nasser, e non è più possibile visitarli. Altri sono stati ricostruiti vicino alla Diga Alta e si possono ammirare da lontano. Quattro, infine, sono stati donati ai Paesi che più aiutarono l'Egitto nell'opera di recupero, e sono stati trasferiti a Madrid, a Leyda, a New York e Torino.
Oltre ai monumenti, la diga ha cancellato dal territorio anche i suoi abitanti: i Nubiani, che senza poter esprimere il proprio parere hanno dovuto abbandonare questa "terra benedetta" e trasferirsi verso Kom Ombo. Queste popolazioni conservano intatta e nostalgica la memoria del loro fiume e della terra dei loro antenati, e ora, senza più radici, sono probabilmente destinate a scomparire insieme alle loro millenarie tradizioni.
  
Decorazioni che ricordano le gesta belliche più significative compiute da Ramses II
    


Gli antichi Egizi dividevano la Nubia in due grandi regioni: al nord la Bassa Nubia (ta Set), tra Syene e l'isola di Takompso (probabilmente Deràr, ora sommersa); al sud l'Alta Nubia, che chiamavano Kush, l'Etiopia dei Greci, estesa fino alla quarta cateratta, a nord dell'attuale Sudan. Quest'ultima regione fu conquistata dai re della XVIII dinastia, che imposero nella sua capitale, Napata, un loro governatore. Verso la fine del Nuovo Regno, si costituì intorno a Napata uno stato autonomo dal potere di Tebe. 
    
Abu Simbel - Tempio di Nefertari
   


Nella seconda metà del VII secolo a.C., i re di Kush, che col tempo avevano assimilato i costumi egizi, conquistarono l'Alto Egitto e si stabilirono a Tebe, dove fondarono la XXV dinastia, detta nubiana. Con l'invasione degli Assiri, un secolo più tardi, i re nubiani, cacciati definitivamente dall'Egitto, si ristabilirono a Napata.
L'appellativo greco di Nubia deriva forse dal termine egiziano nub, che significa "oro": i deserti della Nubia erano infatti ricchi di giacimenti auriferi, che fecero la fortuna dei faraoni. Inoltre, proprio attraverso queste terre i prodotti dell'Africa centrale potevano raggiungere l'Egitto lungo il corso del Nilo. Sempre attraversando la Nubia, arrivarono nel Paese dei faraoni uomini di pelle nera e di piccola statura, chiamati "pigmei" dai Greci (questo nome designa oggi numerose tribù dell'Africa equatoriale).
  
Ad Abu Simbel i colossi del tempio di Ramses II sorvegliano la Nubia e il lago Nasser
  
Le ricchezze e l'importanza geografica della Nubia furono all'origine della decisione di Ramses II di edificare i due templi di Abu Simbel. Scavati nella roccia, questi monumenti avevano facciate altissime, ornate da colossali statue del faraone. La facciata del "grande tempio" ospita quattro statue di Ramses II seduto e, ai lati, altre statue con figure in piedi, di minori proporzioni. Circa 100 metri a nord-est, il tempio di Hathor, o "piccolo tempio", presenta ai due lati i due colossi di Ramses II e, nel mezzo, le statue della regina Nefertari, moglie del re, di origine nubiana. I due templi, che rischiavano di essere sommersi dalle acque, sono stati salvati a prezzo di un lavoro immane. Smontati in blocchi, sono stati ricostruiti 60 metri più in alto, in cima al pendio roccioso che li ospitava, mantenendone l'orientamento originale. Mentre però, nella collocazione originale, ogni anno per due volte (il 20 febbraio e il 20 ottobre) la luce del sole penetrava nel santuario del "grande tempio" illuminando la statua del faraone, nella risistemazione dei templi questo suggestivo effetto, per un lieve errore di allineamento, è purtroppo perduto per sempre.
  
Panorama sulla diga di Assuan



   
VEDI ANCHE . . .

IL CAIRO

LE MOSCHEE DEL CAIRO

ALESSANDRIA D'EGITTO

HELIOPOLIS, la città del sole

DANDARA

ABUKIR e ROSETTA

LA PIRAMIDE DI CHEOPE

NECROPOLI DI TEBE

KARNAK e LUXOR (Le vestigia di Tebe)

ABU SIMBEL E LA NUBIA

MENFI

IL SINAI

SAHARA - EGITTO - LE OASI DEL DESERTO LIBICO

IL CANALE DI SUEZ


Nessun commento: