sabato 24 dicembre 2011

CASTELLO DI SCHÖNBRUNN E LA SUA STORIA (History of the castle of Schönbrunn)




    
Ancora trecento anni fa tutta l'area su cui sorge l'odierno castello e parco di Schönbrunn era rivestita di fitte ampie boscaglie, che per la loro copiosa selvaggina costituivano un'ottima bandita di caccia alle porte della capitale dell'Impero e della residenza imperiale di Vienna. L'imperatore Massimiliano II (1564-1576) aveva una predilezione particolare per questi paraggi e vi acquistò una casa dominicale situata alle rive del fiume Vienna - la cosiddetta “Katerburg”, ricostruzione d'un antico mulino - insieme al bosco circostante (1569).
  
Regina Maria Teresa d'Austria -  Martin van Meytens 
   
Da allora in poi gli Absburgo ne rimasero proprietari e i sovrani appassionati della caccia vi convennero spesso e volentieri fino dal secolo XVIII, anzitutto l'imperatore Mattia (1612-1619), a cui si attribuisce anche la scoperta di quella fonte, che venne chiamata a quell'epoca “Fonte Bella", nome esteso più tardi a tutta quanta quest'area.

L'imponente casa dominicale coi due piani della sua facciata centrale e le sue 16 finestre frontali venne completamente distrutta dai Turchi e restò per ben 13 anni una rovina abbandonata, perché solo nel 1695 l'imperatore Leopold I° (1658-1705) si decise a far erigere al posto dell'antico castello da caccia una sontuosa residenza estiva per il proprio figlio e successore: l'imperatore Giuseppe I°.
  
L'imperatore Francesco Giuseppe 1°
  
Si affidò l'incarico di farne la pianta all'insigne maestro del barocco austriaco Giovanni Bernardo de Erlach. Il primo disegno di questo architetto geniale - un aggregato edilizio in cima alla rampata del Padiglione odierno con numerose costruzioni a terrazze in discesa verso la pianura - non poté incontrare l'approvazione, perché troppo dispendioso.

Entro il quinquennio 1695-1700 venne invece attuato il secondo progetto più semplice con ben poche modifiche: una costruzione a due piani della lunghezza di 175 metri con due ali fortemente sporgenti a tetti schiacciati all'italiana, il cui centro era coronato da una magnifica rampa ed una serie di arcate: questo il castello di Schönbrunn nella sua forma originaria di Fischer v. Erlach.

L'austera camera da letto di Francesco Giuseppe 1°
  


Dopo la morte di Leopoldo I° il compimento dell'interno dell'edifizio non é progredito di pari passo con quello dell'esterno, perché dei suoi figli e successori l'imperatore Giuseppe I° mori troppo presto e l'imperatore Carlo VI° non senti gran simpatia per Schönbrunn.
Solo la figlia di quest'ultimo, l'imperatrice Maria Teresa (1740-1780) si prese a cuore le sorti di Schönbrunn incaricando fra il 1743-1749 l'architetto goriziano Niccolò Pacassi di riformarne e rivederne i piani secondo i di lui criteri in quella forma come la possiamo ammirare oggigiorno. 
Le ampie rampate vennero sostituite da scale, i tetti schiacciati trasformati in tetti diritti, inserendo un nuovo piano e modificando la sovrastruttura ad arcata si poterono ricavare tutta una serie di nuovi vani a scopi d'alloggio.
   
La salita alle terrazze
  


Anche al piano nobile, nelle sale di parata si fecero dei cambiamenti. Il salone attraversante l'ala centrale del palazzo venne trasformato in direzione dell'asse longitudinale in una galleria maggiore ed in quella minore ed al posto del salone da pranzo si inserì la cosiddetta “Scala Blu".
  
Ingresso con la Scala blu del Castello di Schönbrunn
  
Nel 1745 ci si decise pure per la configurazione attuale della cappella. Nei vani adibiti ad alloggi l'arredo in stile del tardo barocco venne sostituito dal nuovo, con mobili alla Rococò francese dando il massimo risalto all'esecuzione da parte di artisti od artigiani di vaglia.
Dal giorno in cui l'imperatrice trasferì la propria residenza a Schönbrunn (1746) “L'Imperiale Castello di Diporto" di Schönbrunn  è stato il centro d'importanti affari di Stato e di grandi festività, come pure il dolce idillio agreste per le belle estati della corte imperiale.

Si terminarono fuori della cerchia del castello gli edifici accessori ancora incompiuti, nonché le due ali nell'avancorte dello stesso. Per il suo Cancelliere di Stato, il principe Kaunitz, l'imperatrice fece costruire nel 1770 il “Castelletto Imperiale" prospiciente la piazza di Hietzing.
    
La fontana di Nettuno
  



Oltre al castello stesso ed ai suoi fabbricati adiacenti si dedicarono delle cure particolari all'impianto del parco ed al suo abbellimento pervenutoci integro nel suo antico ordinamento e che passa per una delle più grandiose creazioni dell'arte barocca del giardinaggio.
Le pareti arboree a taglio francese secondo i disegni del viennese Ferdinando de Hohenberg furono rinnovate in parte dall'olandese Adriano von Sreckhoven (dal 1765 in poi). 
Il recinto del parco é frastagliato da viali diritti a perdita d'occhio che incrociandosi in varie maniere schiudono di continuo visuali panoramiche del castello, di fontane monumentali ed altri edifici.
  


    
Il giardino botanico creato nel 1753 a richiesta dell'imperatore Francesco I°, marito dell'imperatrice Maria Teresa, poté ben presto vantare rinomanza mondiale per la rarità della sua flora.

Si ovviò alla cronica carenza di acqua mediante la deviazione ancor oggi esistente di una condotta d'acqua utilitaria dal parco da caccia di Lainz verso i due stagni dinanzi e dietro la “Gloriette".
   
Padiglione della “Gloriette"
    
Anche la planimetria della “Gloriette" (Padiglione) del 1775, quelle dell'Obelisco (1777), del Rudere Romano (1778), risalgono a Hohenberg, che diresse pure la ricostruzione del Teatrino del Castello (1776), il quale col suo bellissimo ovale preclassico rappresenta davvero un gioiello architettonico del castello.
   
La bella Fonte
  


Lo Svevo Guglielmo Bayer coi suoi allievi è l'autore delle statue anticheggianti dei parco innalzatevi fra il 1773-1781. II fontanone del 1779 - “La bella Fonte" - va debitore della sua seducente Egeria pure al Bayer, mentre allo scalpello del Salisburghese Giovanni Hagenauer si devono le figure delle due fontane delle Naiadi nel parco e la fontana est nel cortile del castello. Quella ad ovest di quest'ultimo è opera del Tirolese Antonio Zauner, al quale dobbiamo anche l'altra del Nettuno ai piedi del colle del Padiglione terminata da lui poco prima della morte di Maria Teresa (1780) quale sfondo di grande effetto alla platea floreale.
  
La stanza di Napoleone
   


A prescindere da ritocchi di poco conto alla facciata del castello, avvenuti sotto il regno di Francesco 1°, le caratteristiche edilizie di Schönbrunn  son rimaste d'allora in poi immutate.
Di tanto maggior portata sono stati all'incontro gli avvenimenti storici svoltisi successivamente nel castello. 
Nel 1805 e 1809 Napoleone Bonaparte vi tenne il suo quartiere generale, nel vasto cortile del castello stesso passò quelle riviste magnifiche e vi stipulò anche la “pace di Schönbrunn ". Crollato il Corso le sale del castello ospitarono il Congresso di Vienna.

In una delle sale nacque nel 1830 il futuro imperatore Francesco Giuseppe I°, a pochi passi da quella “Camera Napoleonica", dove due anni dopo morì l'unico figlio di Napoleone, il Duca di Reichstadt.
   
Palmeto di Schönbrunn
  


L'imperatore Francesco Giuseppe I° è stato sempre particolarmente affezionato a Schönbrunn  e vi è anche morto nell'anno di guerra 1916. 
Oltre a dei rinnovamenti di gran mole nei vani di rappresentanza si devono a lui il grande Palmeto (1880), la palazzina della meridiana (1901) e ciò onde ovviare alla carenza di spazio derivata dall'accrescimento della flora lussureggiante.

L'Imperatore Carlo, di lui successore, che dimorò del pari a Schönbrunn, vi sottoscrisse l'11 Novembre 1918 - e precisamente nella cosiddetta stanza della lacca antica - l'atto di rinunzia al suo governo.
A datare da questo giorno tutto il territorio di Schönbrunn coi suoi annessi e connessi è passato in proprietà dello Stato e viene amministrato dalla Capitaneria del Castello.
  
Scritta sopra la Gloriette
  


Nell'ultimo anno della seconda guerra mondiale Schönbrunn è stato fortemente sinistrato in quasi tutte le sue parti in seguito ai bombardamenti. L'edificio centrale del castello stesso, le ali orientali, la Gloriette, gli impianti dello Zoo e la serra delle palme ebbero a subire notevoli danni. Dopo 5 anni impiegati in lavori quanto mai difficili e dispendiosi di ricostruzione, Schönbrunn ci si riaffaccia nella sua pristina bellezza.

Dall'agosto 1947 al novembre 1947 il castello stesso ed alcuni dei suoi annessi è stato occupato dalle forze armate dell'Inghilterra; attualmente è adibito nuovamente ad alloggi.


Castello e Parco di Schönbrunn 



     
IN GIRO PER LE SALE

A Schönbrunn , recintato di mura da tutti i lati, che però era accessibile parzialmente al pubblico già ai tempi di Maria Teresa, si può entrare attualmente attraverso uno dei suoi quattro portoni.
Il portone maggiore che si raggiunge da tramontana varcando un ponte, vegliato da sfingi, dell'epoca di Maria Teresa, e che sormonta il fiume Vienna, è chiuso da una cancellata magnifica alla roccocó in ferro battuto, interposta fra due obelischi incoronati di aquile dorate.
A destra di detto portone si apre immediatamente l'ingresso al teatro del castello, che è ancor oggi il piú antico teatro di Vienna e serve attualmente ad esercitare i discepoli d'arte drammatica del Seminario Statale di recitazione e regia.

Belvedere di Schönbrunn
    


Il cortile del castello con le sue due fontane è delimitato all'est ed ovest da costruzioni alari ricche d'effetto che risalgono ai tempi di Maria Teresa. Il castello stesso di Schönbrunn occupa tutta la fronte meridionale del cortile in parola. Al di sopra del piano che s'incunea nello zoccolo a riquadri, s'innalzano i due piani maggiori raccolti entro una serie gigantesca di lisci pilastri ionici e delimitati da una balaustrata fregiata di figure e vasi. Le due scale coi loro ricchissimi appoggiatoi alla roccocó menano alla balconata della terrazza e chiudono cinque cancellate in ferro battuto, per cui si accede alla loggia di traversata.
In quest'ultima possiamo ammirare due gruppi statuari d'Ercole in bronzo, che si attribuiscono allo scultore Adriano de Vries.
  
Il castello Schönbrunn
  


Dal lato sinistro della loggia si accede alla cappella del castello, fregiata nella volta da Daniele Gran (1744), il cui altare maggiore si vanta d'una pala di Paolo Troger. Le statue in piombo dorato nelle nicchie laterali sono opera di J. Kohl, mentre la Pietà sulla porticina del tabernacolo è probabilmente dovuta a Raffaele Donner. 
A destra della loggia incontriamo, salendo la scala azzurra, l'accesso ai vani di gala. Alla scala azzurra stessa sovrasta nella volta, in un affresco, la riproduzione allegorica dell'andata di Giuseppe I° in Spagna, opera dei discepoli di Rottmayer (intorno al 1720). Le pesanti intelaiature marmoree delle porte risalgono ai tempi della costruzione del castello (1700).

I vani di gala del castello sono: gli alloggi della coppia imperiale Francesco Giuseppe I° ed Elisabetta, le sale adibite a funzioni rappresentative, le fastose foresterie ed i cosiddetti appartamenti Franco-Carolini.
   
La Grande Galleria
  
Lo stile predominante in tutte le sale e le camere è il roccocó grazioso e movimentato del secolo XVIIII con una tal quale predilezione per l'esotismo, come lo si può osservare in certi punti. L'arredo rimasto intatto nel proprio originale, coi rivestimenti bianchi e bruni alle pareti, con gli stucchi a fregi d'oro ai cieli delle stanze, con i mosaici policromi nei pavimenti, i lampadari di cristallo, le stufe monumentali ed anzitutto i mobili imbottiti riccamente scolpiti si impone all'ammirazione del visitatore con la sua antica magnificenza. Arazzi e specchi, soprattutto poi molti ritratti della famiglia imperiale fregiano le fastose pareti.

Gli appartamenti sono preceduti dal salone della guardia (quadri d'animali di Hamilton) e della sala del biliardo con un dipinto murale di Meytens (conferimento dell'ordine cavalleresco di Maria Teresa) e due tele laterali d'Allemand (festività in onore dell'imperatore Francesco Giuseppe I° durante i tempi del suo governo).
  
La Stanza dei Milioni
  


La sala delle udienze coi suoi fastosi lacunari bruno oro ed una stufa roccocó riccamente decorata schiude l'accesso ad una fuga di vani adibiti ad alloggi. Alle stanze arredate assai modesta mente dell'imperatore Francesco Giuseppe I°, - uno studio ed una camera da letto - seguono dopo tre stanzette, la camera da letto della coppia imperiale coi suoi mobili massicci di palissandro e comunicante con questa il gran salone dell'imperatrice Elisabetta con alcuni mobili pregiati. Fra le prossime stanze sono degne di rilievo quella di Maria Antonietta con un ritratto in grandezza naturale dell'imperatore Francesco I° di Amerling, nonché l'intimo salottino da colazione dell'imperatrice Maria Teresa con dei ricami delle figliole della stessa.
  
La Stanza Rosa
     
I vani di gala s'iniziano col salone degli specchi in puro roccocó. Si accodano allo stesso le tre stanze rosa con grandi paesaggi incassati nelle pareti, opere di Giuseppe Rosa (dipinte fra il 1760 ed il 1769), i due gabinetti cinesi con pavimenti ad intarsio di squisita bellezza, ninnoli dell'Asia orientale e lacunari in lacca antica, la stanza del cavallino coi suoi quadri d'animali dei fratelli Hamilton, come pure il salone delle cerimonie con la magnifica tela, riproducente l'imperatrice Maria Teresa, del Meytens e le cinque grandi tele con delle scene attinenti alle nozze dell'imperatore Giuseppe II° con Isabella di Parma (1760, scuola del Meytens).
La più grande meraviglia di tutto il castello, tanto per la posizione quanto per il suo effetto, é costituita dalla galleria grande e la galleria piccola unite fra di loro da porticati. I loro soffitti sono decorati da grandi affreschi di maestro Guglielmo (1760) e da plastici stucchi dorati di Alberto Bolla.
   
Stanza della Lacca antica
     
Al salone delle cerimonie fanno seguito i più bei vani del castello: quelli della foresteria. Le pareti del salotto azzurro sono rivestite di tappezzerie di carta cinese, la stanza a lacca antica sfoggia dei rivestimenti dell'Asia orientale in lacca nera con pitture in oro (1770); la stanza napoleonica ornata di grandi arazzi di Bruxelles, con delle scene popolari; la stanza delle porcellane, decorazioni murali in legno bianco azzurro incassativi da disegni azzurri in inchiostro di Cina. L'attigua stanza dei milioni é d'una sontuosità e bellezza abbagliante. Nelle pareti a lacunari di prezioso legno di rosa sono incassate numerose miniature indiane su pergamena in cornici dorate, che riflettendosi negli specchi di cristallo e nel lampadario artistico illuminato fanno un effetto fiabesco. Segue ancora la sala degli arazzi, ultimo vano della foresteria, con gli arazzi dei Paesi Bassi alle pareti e sulle sei poltrone.
  
Stanza dell'imperatrice con la stufa barocca
   


Gli appartamenti Franco-Carolini, dove hanno abitato i genitori dell'imperatore Francesco Giuseppe I°, sono semplici e modesti.

Complessivamente ci sono accanto ai 40 vani di gala coi loro 3600 metri quadrati di superficie, ancora 17 stanze interne per il personale di servizio.
Al pianoterra del castello si trovano accanto ad ambienti del tardo roccocó ed alla Biedermeier numerosi vani decorati con pitture murali riproducenti paesaggi esotici con fiori bizzarri ed uccelli (di Giovanni Bergel, 1775).
  
Parco delle carrozze - Il cocchio dell'incoronazione
   
Parco delle carrozze - Automobile imperiale del 1914
   


A pochi passi dal castello nella ex cavallerizza d'inverno dell'imperatrice Elisabetta trovasi il parco delle carrozze, dove sono esposti il sontuossissimo cocchio dell'incoronazione tutto a fregi e figure dorate (del 1745), nonché un gran numero di vetture di gran gala, carrozze da caccia e carrozzelle per i bambini della corte imperiale e dell'alta nobiltà (dal 1700 al 1917).


LO ZOO DI SCHÖNBRUNN

Padiglione dello zoo
  


Tanto l'orto botanico quanto lo Zoo sono stati istituiti nel 1752 per desiderio dell'imperatore Francesco I°, marito dell'imperatrice Maria Teresa. Questo giardino zoologico è il più antico esistente oggi in Europa. In origine consisteva unicamente d'un padiglione ottagonale (1759) e di 12 recinti disposti in cerchio intorno allo stesso delimitati fra di loro ed alla periferia da muraglioni. Gli animali rinchiusi in questi compartimenti potevano quindi venir visti dal centro.
Di solito i visitatori convenivano a tale scopo nel padiglione arredato alla roccocó e decorato nella sua volta d'un affresco di Guglielmi e ne approfittavano talvolta anche per consumarvi la loro colazione. Adibito più volte a vari usi - noto sopra tutto quale padiglione dei pappagalli - è stato restituito nel 1949 alla sua destinazione originaria e serve nuovamente a rinfreschi.
  
   
Fino dai giorni di Maria Teresa e, specialmente dopo il 1884, sotto Francesco Giuseppe I° esso ebbe a subire notevoli cambianti e se ne demolirono man mano le antiche recintazioni, però conservandone sempre la sua forma originaria caratteristica serraglio anulare.
Gli animali stessi, altra peculiarità di questo zoo, provenivano in buona parte da doni. Soltanto di quando in quando si fecero degli acquisti notevoli presso piccoli serragli privati.
Fra i donatori sono da ricordarsi in prima linea accanto ai membri della famiglia imperiale e della nobiltà austriaca anche molti sovrani esteri. Ma anche numerose persone private dell'oltremare hanno contribuito in larga misura ad arricchire il giardino zoologico ed i consolati austriaci all'estero si sono resi benemeriti con la loro propaganda anche in questo riguardo.

Potrà interessare di sapere che già al tempo della fondazione dello zoo a Schönbrunn  si conoscevano le scimmie: gli oranghi, le prime scimmie antropomorfe, giunsero peraltro a Vienna appena nel 1878. Delle specie più popolari: gli elefanti furori portati a Schönbrunn  fino dal 1770, i bisonti (1796), le giraffe (1828), e il rinoceronte (1856). Quale animale araldico del giardino zoologico di Schönbrunn  può considerarsi lo stambecco, che è in oggi una rarità, che però notoriamente viene allevato a Schönbrunn  fino dal 1800.
  
Giardino con fontana rotonda
    


Lo zoo che aveva visto salire fra il 1880-1914 i suoi animali da 700 a 3200 ebbe a registrare precisamente per mancanza di cibo durante la prima guerra mondiale dei gravi vuoti, che però vennero colmati almeno in parte nel corso degli anni successivi grazie agli aiuti e ai doni generosi da parte di tutti gli strati della popolazione.
Nel periodo fra le due guerre mondiali venne edificata la grande gabbia degli uccelli rapaci (1925/26) e ricostruiti i ricoveri per i leoni e le tigri (1930) nonché il rifugio per le scimmie e lo stagno per i leoni marini.

Tutto ad un tratto questo pacifico sviluppo s'insabbiò allo scoppio della seconda guerra mondiale non solo, ma in seguito alle incursioni aeree ed ai bombardamenti periron numerosissimi animali e buona parte delle opere in muratura venne sinistrata. L'unico vantaggio di tale sinistro è stato quello d'aver schiuso l'adito alla possibilità di una ricostruzione razionale di tutto lo zoo, aderente davvero ai risultati dell'indagine scientifica più recente, tanto per le nuove gabbie, quanto per i padiglioni e i recinti all'aperto, senza però alterare il carattere dell'interno impianto.
  
Labirinto di Schönbrunn

       




SCHÖNBRUNN IN CIFRE

Schönbrunn fa parte del comune catastale del distretto di Hietzing. La sua superficie misura 185 ettari pari a 320 iugeri ed è pressappoco uguale a quella del I° distretto di Vienna fra la Ringstrasse ed il Lungodanubio Francesco Giuseppe. A 3/5 di quest'area si può accedere liberamente e viene frequentata le belle domeniche e feste da quasi 50.000 persone.
La platea floreale, la maggior area libera del parco, misura all'incirca 47.500 metri quadri, e quindi ben più ampia del gran cortile di tondi 27.000 mq.
Per decorarla occorrono ogni anno fino a 300.000 piante ornamentali che si coltivano nell'aranciaia. 
67.000 metri quadri della superficie di Schönbrunn sono stati adibiti ad edifici e tale insieme corrisponde ad un di presso ad una facciata che si estenderebbe dalla Ringstrasse a fronte continuo fino al Lungodanubio Francesco Giuseppe in profondità di circa 12 m.
Il 75 % costituito da edifici d'abitazione e d'economia, il 16 % da serre a vetrate, il 9 % da opere edili dello zoo.
Il maggior edificio di Schönbrunn , il castello stesso occupa un area di 6300 mq circa ed ha un'altezza di 21 metri. 
Delle serre di Schönbrunn quelle a palme misura in superficie 2500 mq tondi e coi suoi 24 metri d'altezza è la più grande d'Europa.
L'edifico più alto di tutta Schönbrunn è la piattaforma superiore della “Gloriette" - il “Padiglione" dominante coi suoi 64 metri la platea fiorita, a 256 metri sul livello del mare.
Lo stagno antistante e quello retrostante il padiglione servono da collettori di 27.000 metri cubi ed hanno una profondità di 1,6 rispettivamente 2,8 metri.
   
Giardino botanico

   






 Statue e didascalie nella platea floreale e nei viali che la fiancheggiano
(Si osservino i numeri relativi al lato destro degli zoccoli delle singole statue)


    
 
1 - Artemisia in lutto per la perdita del marito Mausolo (Schle­derer e Hagenauer)  
  
2 - Calliope, la musa della poesia narrativa (Beyer)
  
3 - Giunio Bruto giura al cospetto della salma di Lucrezia (Platzer)  
  
4 - Cerere e Bacco, insegnano agli uomini la coltivazione delle biade rispettivamente della vite (Günther)
    
5 - Enea salva suo padre da Troia crollante (Prokop)
  
6 - Angerona, dea del silenzio (Beyer)
  
7 - Giasone col vello d'oro (Beyer)
  
8 - Aspasia moglie di Pericle (Beyer)
  
9 - Onfale, regina dei Lidi, con la pelle del leone e il mantello d'Ercole (Weinmüller)  
  
10 - La ninfa Flora (Beyer)
  
11 - La Baccante, sacerdotessa di Bacco (Beyer)
  
12 - Apollo, dio delle belle arti (Beyer)

13 - Igea, la dea della salute (Hagenauer)
   
14 - Vestale romana (Hagenauer e Posch)
    
15 - Paride in vestè di pastore (Kininger)
   
16 - Annibale, comandante dei Cartaginesi (Hagenauer)
   
17 - Meleagro col cinghiale caledone ucciso (Beyer)
   
18 - Mercurio, dio del commercio, inventore del flauto e della lira (Platzer)
   
19 - Sacerdotessa con la patena ( Weinmüller)
   
20 - La Sibilla cumana, l'indovina romana (Lang e Hagenauer)
    
21 - Esculapio, dio dell'arte salutare (Kininger)
   
22 - Sacerdotessa col cestino dei sacrifici (Hagenauer)
   
23 - Sacerdotessa col cestino dei sacrifici (Hagenauer)
  
24 - Ercole al servizio d'Onfale (Platzer)
    
25 - Perseo col capo anguicrinito della Medusa (Beyer)
   
26 - Fabio Massimo il Temporeggiatore, comandante romano (Hagenauer)
     
27 - Flora, la dea romana dei fiori (Beyer
  
28 - Il ratto d'Elena ad opera di Paride (Beyer)
     
29 - Giano e Bellona, il dio romano della pace e la dea della guerra (Beyer)

30 - Marte e Minerva, il dio della guerra e la dea delle arti pacifiche (Kininger)
   
31 - Anfione con la lira (Hagenauer)
  
32 - Muzio Scevola, l'eroe romano (Fischer)
    



     
33 - Olimpia con suo figlio Alessandro Magno
(rassomigliante al ritratto dell'imperatore Giuseppe III e della di lui moglie Isabella di Parma) 
 
    
34 - Vaso di bronzo di Maria Carolina, figlia dell'imperatrice Maria Teresa coi propri figli
   


35 - Cibele, la dea della terra e fondatrice di città (Beyer)
  
36 - Cincinnato, comandante romano (Beyer)
   
37 - Euridice, la moglie d'Orfeo (Beyer)
  
38 - Una matrona romana (Hagenauer)

39 - Esperia e Aretusa, figlia del gigante Atlante (Hagenauer)
  
40 - Ercole e Cerbero
    
41 - Diana, dea della caccia (Hagenauer)  

42 - Apolline riporta la sua vittoria sul drago (Hagenauer)

43 - Modello del monumento equestre a Giuseppe II°, imperatore in piazza Giuseppe (Zauner)

44 - Statua in bronzo dell'imperatore Francesco I° (Moll 1766)
  
51 - Statua di  Meleagro (Beyer)
  

BIGLIETTI ENTRATA CASTELLO


Grand Tour - Castello di Schönbrunn
Adulti: 13,50 EUR, Bambini: 9,50 EUR

Imperial Tour - Castello di Schönbrunn
Adulti: 10,50 EUR, Bambini: 7,50 EUR

Classic Pass
Soltanto per periodo compreso fra 1 aprile e il 2 novembre 2012!
Grand Tour + Labirinto + Giardino del principe ereditario + Gloriette
Adulti: 16,50 EUR, Bambini: 11,00 EUR

Labirinto
Aperto tutti i giorni fra 1 aprile e il 2 novembre 2012!
Adulti: 3,50 EUR, Bambini: 2,20 EUR

Giardino del principe ereditario
Aperto tutti i giorni fra 1 aprile e il 2 novembre 2012!
Adulti: 2,50 EUR, Bambini: 1,90 EUR

Gloriette
Aperto tutti i giorni fra 1 aprile e il 2 novembre 2012!
Adulti: 2,50 EUR, Bambini: 1,90 EUR

Hofburg di Vienna
Museo di Sisi + Appartamenti imperiali + Museo delle argenterie
Adulti: 10,50 EUR, Bambini: 6,50 EUR

Hofmobiliendepot · Museo del mobile
Adulti: 7,90 EUR, Bambini: 5,50 EUR

Biglietto di Sisi
Castello di Schönbrunn + Hofburg di Vienna + Hofmobiliendepot
Adulti: 23,50 EUR, Bambini: 14,00 EUR

Giardino zoologico di Schönbrunn
Adulti: 14,00 EUR, Bambini: 6,00 EUR

La pianta di Schönbrunn



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3 commenti:

Marianna S. ha detto...

bellissimo...e i giardini sono un sogno...

lisanna ha detto...

splendide anche le foto... credevo che i biglietti per visitare questa meraviglia costassero di più. Meglio così : )

Anonimo ha detto...

splendido post! Ho visitato il castello tanti anni fa...ricordo il salottino di legno di rosa dell'imperatrice Sissi :))
Rosalba