mercoledì 16 gennaio 2013

SAHARA - EGITTO - LE OASI DEL DESERTO LIBICO (Egypt - The oases of the Libyan desert)




    
La superficie dell'Egitto è leggermente  superiore al milione di chilometri quadrati, ma le terre coltivabili, lungo il Nilo, sono poco più estese del Belgio. Tutta la parte a ovest della valle del fiume è costituita da un immenso deserto, arida propaggine orientale del Sahara, punteggiata però da una serie di ridenti oasi ricche di rigogliosa vegetazione. 
Non vi sono fiumi e con l'esclusione delle poche oasi non vi sono insediamenti umani, anche le strade o piste sono relativamente esigue. Questo spiega il motivo per cui un numero relativamente limitato di persone vi si avventurano, in contrasto con la parte occidentale del Sahara, dove le strade ed una maggiore densità di oasi rendono più agevole l'attraversamento.
  
Wadi el Natrun - Monastero


    
La più settentrionale e accessibile di queste oasi è il Wadi en-Natrun, posta sulla strada che attraverso il deserto unisce Il Cairo ad Alessandria. È formata da una dozzina di piccoli laghi da cui si estraggono sale e natron. Quest'ultimo era un ingrediente indispensabile per la mummificazione, e ancor oggi viene adoperato per fabbricare il vetro e per candeggiare la biancheria.
Nel IV secolo, in seguito alla diffusione del cristianesimo, l'oasi divenne un luogo di elezione per gli asceti e le congregazioni monastiche. Vi furono costruiti molti conventi copti, generalmente fortificati, alcuni dei quali sono passati indenni attraverso i secoli pur avendo subìto numerosi rimaneggiamenti; è possibile visitarne qualcuno, ma solo in determinati giorni della settimana.

   
Oasi di Baris


    
La più meridionale delle oasi è Baris, raggiungibile da Kharga. Il tempio di Iside e Serapide, di cui resta qualche rovina, risale all'epoca romana. Al tempo dei faraoni, infatti, quest'oasi non era probabilmente abitata, perché era quasi impossibile raggiungerla senza i dromedari, allora sconosciuti. Quasi certamente, però, era una tappa utilizzata dai nomadi libici per il loro rifornimento di acqua.
   
Oasi di Kharga


    
La pista che va da Baris all'oasi di Kharga è ricca di interessanti vestigia dell'epoca romana. Karga è una valle lunga 150 chilometri e larga tra i 20 e i 50 chilometri, la cui prima occupazione militare risale ai Persiani. Nella città di El-Karga, chiamata anticamente Hibis, sono state rinvenute importanti rovine di un tempio di Amon, che risale alla fine del VI secolo a.C.
   
Dakhla


      
    
Dakhla ha dato il suo nome a un insieme di villaggi che occupano una vasta oasi, a ovest di Kharga. È la più fertile, la più ricca di risorse e la più popolata. Fu occupata fin dai tempi dell'Antico Regno, come testimonia la necropoli scoperta nel vicino villaggio di Balat.
In una delle mastabe, che apparteneva a un governatore della VI dinastia, sono stati ritrovati arredi di grande valore.
  
Farafra


Oasi di Bahariya
   
Farafra è invece l'oasi più povera di risorse. Il villaggio, circondato dai resti di un muro fortificato antica precauzione per difendersi dai raid dei beduini , si raggiunge dall'oasi di Bahariya, situata più a nord. Mentre la maggior parte delle oasi si trova all'interno di depressioni, quella di Farafra sorge al centro di un'estesissima pianura e quella di Bahariya in una zona montuosa, non lontano da un giacimento di minerali di ferro.

   
Siwa - Tempio di Amon


    
Siwa, situata a ovest della depressione di Qattara, è l'oasi più facilmente raggiungibile, grazie a una strada asfaltata che la collega alla costa mediterranea. La sua popolazione, di origine berbera, discende dagli antichi Libici. Nell'antichità, Siwa ospitava un tempio dedicato ad Amon, divinità famosa per i suoi oracoli: Alessandro Magno vi si recò per ottenere di essere riconosciuto dai suoi sacerdoti come figlio di Zeus-Amon.
  
Depressione di Qattara


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1 commento:

sergio celle ha detto...

..ciao Loris, non esistono aggettivi per questo straordinario post..le foto poi sono di una tale meraviglia..complimenti, la prossime volte leggo guardo e non lascio più commenti...non saprei più cosa dire...è tutto come un quadro d'autore, va solo ammirato in silenzio...alla prox...