lunedì 23 settembre 2013

LE NECROPOLI ETRUSCHE DI PERUGIA (The Etruscan necropolis of Perugia)

Urna etrusca policroma conservata nel Museo archeologico nazionale di Perugia
     
LE NECROPOLI ETRUSCHE DI PERUGIA

I primi insediamenti conosciuti risalgono ai secoli XI e X a.C., con la presenza di villaggi nei pressi delle falde dell'altura perugina e a partire dal secolo VIII anche sulla sommità del colle dove sorge la città. Il rapido sviluppo di Perugia è favorito dalla posizione dominante rispetto all'arteria del fiume Tevere e dalla posizione di confine con le popolazioni Umbre.
Il nucleo di Perugia si forma attorno alla seconda metà del VI secolo a.C., dalla disposizione delle necropoli etrusche abbiamo una testimonianza indiretta dell'espansione del primo tessuto urbano. Perugia diventa in breve una delle più importanti città etrusche e una delle 12 lucumonie, dotandosi nel IV secolo a.C. di una cinta muraria ancor oggi visibile.

Lungo gli assi viari che escono dalle porte urbane di Perugia sono ubicate le necropoli della città antica, databili dal V secolo a.C. all'età romana, con maggiori attestazioni in età ellenistica. In rapporto con I'arco di Augusto erano le necropoli settentrionali: S. Caterina Vecchia, Sperandio, Bulagaio; con I'arco dei Gigli, sulla strada per il municipio romano di Arna, quelle orientali: Monteluce, Cimitero, Monterone; con la porta Marzia, sulla direttrice per Orvieto, quelle del Frontone e di S. Costanzo; infine, in relazione con le porte della Mandorla e Trasimena, quelle di S. Giuliana e di S. Galigano. 
Le necropoli più vicine alla città erano pertinenti al centro urbano, mentre quelle più lontane sono riferibili a insediamenti sparsi nel territorio, testimonianza del diffondersi di piccoli nuclei abitati in rapporto con lo sfruttamento agricolo della terra. 
Le necropoli poste lungo le principali strade (del Palazzone-ipogeo dei Volumni, Ferro dl Cavallo, delìa Madonna Alta) attestano infine lo sviluppo del territorio in età ellenistica. 
I materiali provenienti dalle zone archeologiche sono esposti al Museo Archeologico nazionale di Perugia, di cui costituiscono una parte importante del patrimonio. 
Di sicuro interesse anche per il visitatore non specialista sono gli ipogei qui sotto descritti, tra i quali notevolissimo quello dei Volumni.
  
IPOGEO DEI VOLUMNI
    
Ingresso Ipogeo dei Volumni 





   
Si trova a 7 chilometri dalla città. Si esce da Perugia sul viale Roma  e si prosegue nella statale 75 bis, che scende tra gli alberi a serpentine: la vista si apre a sinistra sulla Valle Umbra, solcata dal fiume Topino e sovrastata dal monte Subasio, e a destra sulla valle del Tevere con 10 spartiacque dei monti Martani. Raggiunto il piano, subito prima dell'attraversamento della ferrovia si trova, addossata al declivio di un poggio, la piccola costruzione ottocentesca che fa da vestibolo all'ipogeo. 
  
Interno della tomba. Ad accompagnare il defunto, disteso su un triclinio, due angeli della morte



La grande tomba a camera, rinvenuta casualmente nel 1840, è uno dei più noti esempi di tomba gentilizia etrusca di eta ellenistica, appartenuta alla famiglia dei Velimna (in latino, Volumni). La datazione è stata di recente collocata nella seconda metà del II secolo a. Cristo. 


LA NECROPOLI DEL PALAZZONE


Necropoli del Palazzone


   
Si stendeva attorno all'ipogeo, con numerose tombe a camera parte di età arcaica e parte ellenistica. Deriva il nome da quello della vicina villa dei Baglioni, allora proprietari del terreno.

VESTIBOLO - Sono raccolte numerose urne cinerarie dalla circostante necropoli del Palazzone, trovate in tombe per Io più a camera, a carattere familiare, e appartenenti al periodo più tardo della città etrusca. Le urne sono quasi tutte in travertino, pochissime in terracotta e una in arenaria; molte con tracce notevoli di policromia. 
Il maggior numero di esse è di tipo architettonico con coperchio a doppio spiovente, con timpano liscio o iscritto o decorato con motivi a rilievo. Poche urne hanno sul coperchio il defunto semigiacente. La fronte delle urne è liscia, a volte solo iscritta, ovvero presenta scene figurate con soggetti mitologici: sacrificio di Ifigenia; Uccisione di Troilo; duello tra Eteocle e Polinice; battaglia tra Greci e Persiarni; caccia al cinghiale Calidonio; lotta tra Grifi e Arimaspi; Scilla, sola o con i compagni di Ulisse; altre ancora sono decorate con scene di banchetto, busti virili; flautista, mostri marini, testa di Medusa, bucrani e motivi vari. 
In molte urne o sui coperchi è inciso il nome del defunto.

IPOGEO -  Una ripida scala (moderna) di 29 gradini scende al piano dell'Ipogeo, scavato nel terreno naturale (tassello). La porta consta degli stipiti, dell'architrave e di un lastrone di chiusura in travertino; sullo stipite destro, iscrizione etrusca verticale, relativa alla costruzione della tomba. L'ipogeo imita l'impianto di una casa romana. Si entra in un ambiente rettangolare, I'atriumin ciascun lato lungo si aprono tre celle, i cubicula, e le celle estreme hanno una cella secondaria; nel lato di fondo, un decimo ambiente, il tablinium

L'ATRIUM ha la volta che simula un tetto ligneo a due spioventi, dal quale pendeva una statuetta di genietto in terracotta, andata perduta. Nel frontone d'ingresso è scolpito uno scudo fra due delfini; in quello di fondo, uno scudo tra due spade e due busti virili, uno con canestro, I'altro con una lira; a destra della porta d'ingresso alla tomba, entrando, si vedono tracce di una figura alata a rilievo,

Il TABLINIUM, come altre celle, aveva ai lati, infissi nella parete scavata nel terreno, due serpenti in terracotta (ci sono resti di uno di essi); nella volta, una grandiosa protome di Medusa a rilievo. 
Nella cella sono disposte, sopra una banchina, sette urne cinerarie di cui una di marmo e sei di travertino rivestite di stucco. 
La più notevole è quella addossata nel mezzo della parete di fondo, di Arunte Volumnio figlio di Auto (Arnth Velimnas AuIes nella iscrizione etrusca), capo della famiglia: consiste in un letto adorno di drappi, sul quale sta recumbente il defunto e poggia su alto basamento fiancheggiato da due lase, o piuttosto demoni funerari alati, di aspetto giovanile. 
Tra le due lase sono tracce di una pittura, forse allusiva all'entrata del defunto nell'Ade. 
destra, quattro urne minori con i defunti recumbenti e, nel prospetto, bella testa di Medusa; a sinistra, due urne, delle quali notevole quella con una donna seduta su ricco sedile: Veilia Velimnei Arnthial, Velia Volumnia figlia di Arunte. 
L'urna di marmo, appartenente probabilmente a un più tardo discendente della famiglia, imita la forma di un edificio e ha fine decorazione prettamente romana che permette di datarla all'inizio dell'età imperiale; essa reca inoltre un'epigrafe bilingue, in cui il nome del personaggio sepolto è espresso sia in latino (P[ublius] Volumnius A[uli] f[ilius] Violens Cafatia natus) che in etrusco (Pup. Velimna Au Cahatial).
Le celle laterali sono vuote; talune hanno banchine ricavate nel terreno, nella volta di alcune si vedono teste a rilievo; in una delle celle laterali, a destra, è una decorazione a rilievo imitante l'architettura interna di un edificio con due civette a rilievo sul frontone di fondo della cella.


IPOGEO DI MANNO


Esterno dell'ipogeo di San Manno


   
Si trova a 6 chilometri da Perugia.  Dalla stazione ferroviaria di Fontivegge si segue la via Cortonese, che attraversa i nuovi insediamenti residenziali. Su questa direttrice, che prosegue nella statale 75 bis verso il Trasimeno, si è polarizzata I'espansione urbana del settore occidentale, che si salda a sud ai quartieri di Madonna Alta e Centova: qui, è stata rinvenuta una necropoli etrusca con tomba in lastroni di travertino e soffitto a doppio spiovente (II secolo a. Cristo). 
Si rasenta l'ampia zona di verde attrezzato di Pian di Massiano e lo stadio comunale "Renato Curi", oltre il quale è segnalato il bivio, a destra, per la Città della Domenica. Subito si è a Ferro di Cavallo (metri 287), frazione sviluppatasi nel'900 presso un vecchio nucleo imperniato
sulla chiesetta di S. Manno, trecentesca ma di più antica origine (all'interno, resti di affreschi della fine del '200 e un grande affresco di Scilla Pecennini). Attorno alla chiesa, acquistata dall'Ordine di Malta, si formò nel Medioevo un monastero fortificato, di tipologia rurale, con avanzi di una torre ingrandita nel 1512. 
Il complesso include materiali appartenuti all'ipogeo di San Manno, tomba etrusca che fu utilizzata come cripta o cantina; nel 2004 è in restauro.

Interno dell'ipogeo di San Manno
  
La scala d'accesso, opposta all'ingresso originario, scende in un ambiente in grossi blocchi perfettamente squadrati e con una volta a botte molto regolare. In ciascuno dei due lati lunghi si apre una celletta; quella a sinistra, dove erano collocate le urne su due piccoli banchi, conserva sopra l'arco a ghiera di blocchi radianti un'importante iscrizione etrusca di tre lunghe linee, di difficile interpretazione, nella quale sono ricordati due membri della famiglia "Precu", per cui fu costruita la tomba.
Non lontano, allo sbocco della strada Giusti nella statale del Trasimeno, si trovano resti di altre tombe etrusche costruite in blocchi di travertino e avanzi di una strada.


LA CITTA' DELLA DOMENICA


Città della domenica - Spagnolia 



Dalla statale del Trasimeno la segnaletica guida al parco dei divertimenti a circa 8 chilometri da Perugia, circa 2 da Ferro di Cavallo), chiamato anche Spagnolia dal nome dell'industriale Mario Spagnoli che la creò nel 1955. 
Sistemata su un contrafforte del monte Malbe, coperto di olivi appositamente impiantati, accosta ambienti del mondo delle fiabe (villaggio di Pinocchio, casa di Biancaneve, lago dei Cigni, bosco delle streghe, castello della bella addormentata), giochi, attrattive di varia ispirazione (Far-West, ricostruzioni storiche), una collezione di conchiglie e Serpentinium. 
Il parco è attrezzato con un trenino.


IPOGEO DI VILLA SPERANDIO

Circa un quarto d'ora a piedi, uscendo da porta S. Angelo di Perugia e seguendo, fuori le mura, la via Sperandio in area scarsamente interessata dall'edificazione per la scoscesa morfologia del luogo. L'ipogeo, situato nel podere della villa Sperandio, fa parte di una necropoli pertinente alla città, dalla quale provengono materiali ora in parte esposti al Museo Archeologico di Perugia. Fu scoperto nel 1900 ed è profondo 5 metri.

Una porta con architrave da accesso a una camera a volta scavata nel terreno; nel fondo si trova il sarcofago di arenaria che conteneva uno scheletro di donna. All'epoca della scoperta la suppellettile era sparsa al suolo. 
Vicino all'ipogeo fu individuato anche il luogo dove venivano bruciati i cadaveri.
   
 Museo Archeologico di Perugia



    
NOTA BENE

Per la visita dell’ Ipogeo dei Volumni e Necropoli del Palazzone, Via Assisana - 06087 (frazione Ponte S.Giovanni-PG), rivolgersi al numero tel. 075/393329.

Orario di visita: feriali e festivi 9.00 - 13.00 / 15.30 - 18.30 luglio 
(escluso 1° maggio, Natale e Capodanno) - agosto: 9.00 - 12.30 / 16.30 - 19.00
luglio - agosto: 16,30 - 18,30 
Ingresso: 2 € 

Per informazioni sull’ipogeo di S. Manno e su Villa Sperandio tel. 075 5736458. 

Museo Archeologico Nazionale dell’Umbria Piazza G. Bruno 10, Perugia.
Orari: tutti i giorni 8,30-19,30, chiuso Lunedì mattina, Lunedì pomeriggio apertura ore 14.30. 
Chiuso 1° Maggio. 
Costo € 2.00 intero, €1.00 ridotto, gratuito fino a 18 anni ed oltre 65 anni.
  
 Sarcofago di una matrona etrusca (British Museum)





   
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