venerdì 30 gennaio 2015

LA PIRAMIDE DI CHEOPE (The Pyramid of Cheops)



  
LA PIRAMIDE DI CHEOPE

L'Egitto intero lavorò duramente all'edificazione della tomba di Cheope

La grande piramide di Giza, conosciuta anche come Piramide di Cheope o Piramide di Khufu, è la più antica e la più grande delle tre piramidi della necropoli di Giza, confinante con quello che oggi è El Giza, in Egitto.
È la più antica delle sette meraviglie del mondo antico e l'unica a rimanere in gran parte intatta.


Necropoli di Giza


  
Nel passato come nel presente, l'Egitto è sempre stata la terra dei più grandi "miracoli edilizi". Lo dimostrano due imprese eccezionali, compiute a 5.000 anni di distanza I'una dall'altra: I'edificazione della Grande Piramide di Cheope, nel 2700 a.C. circa, e il recupero dei templi di Abu Simbel organizzato negli anni Sessanta con la collaborazione internazionale, per sottrarre quel mirabile complesso di costruzioni sacre all'impeto delle acque della diga di Assuan.
La Grande Piramide raggiunge un'altezza di 146 metri, pari a quella di un moderno edificio di 42 piani e copre ben cinque ettari di deserto.


Entrata della Piramide
     
Canali scavati nella roccia

Quando gli antichi costruttori egizi iniziarono l'edificazione della massiccia struttura piramidale, dovettero innanzitutto predisporre una base perfettamente orizzontale per le fondamenta. La ottennero scavando nella viva roccia dei canali e riempiendoli d'acqua per poi, in un giorno senza vento, misurarne il livello con l'aiuto di apposite aste.
Grazie a questa gigantesca "livella a bolla" i costruttori squadrarono le rocce al filo dell'acqua. Migliaia di muratori, cavatori e manovali lavorarono duramente per 20 anni, allo scopo di erigere sulla pianura di Giza la tomba del faraone Cheope.
Le pietre impiegate pesano dalle 2 alle 15 tonnellate; in totale, si raggiunge la cifra grandiosa di due milioni e mezzo di macigni accuratamente squadrati. Eppure gli uomini che lavorarono quelle pietre e le misero al loro posto non utilizzarono ausili meccanici a eccezione della leva, del rullo e del piano inclinato. La ruota, anche se con ogni probabilità era conosciuta, risultava poco pratica, e per il trasporto sulla sabbia vennero usate delle slitte.
Pur senza possedere strumenti di precisione, gli Egizi raggiunsero un incredibile grado di precisione. Gli angoli delle piramidi sono di 90 gradi esatti, e i lati sono orientati in modo da fronteggiare perfettamente i quattro punti cardinali: nord, sud, est e ovest.
È quasi certo che gli antichi costruttori si valsero di osservazioni astronomiche per portare a
termine questa grandiosa impresa.
Originariamente, la costruzione era rivestita di blocchi lisci e candidi di calcare. Alcuni di questi blocchi si possono ancora ammirare in basso, vicino alla base della piramide: sono tagliati con tale perfezione, che tra l'uno e l'altro non passerebbe neppure un foglietto di carta.
L'edificazione della Grande Piramide fu una straordinaria impresa, un vero capolavoro di organizzazione e di coordinazione.
Dal Nilo, lontano 300-400 metri, venne approntata una strada selciata, in leggera salita verso il margine del deserto.
Solo per la costruzione della strada ci vollero 10 anni. Procedendo in salita, le squadre degli operai trascinarono pietre enormi su slitte di legno, utilizzando funi di giunchi intrecciati.






Il nucleo centrale

I cavatori lavorarono contemporaneamente in tre diverse parti dell'Egitto. La pietra per il solido nucleo centrale della piramide era ricavata dalla ruvida arenaria della regione di Giza.
Il calcare per il rivestimento esterno proveniva invece dalla riva orientale del Nilo. Il granito che ricopriva le gallerie e le camere mortuarie interne era quello delle rocce di Assuan, all'altezza della prima cataratta del Nilo, ed era stato trasportato sul fiume per più di 900 km su chiatte gigantesche. Un'impresa titanica.
I cavatori di Assuan usavano mazzuoli di dolerite, una pietra ancora più dura del granito, per ricavare gli enormi blocchi grossolani che venivano spediti al nord.
Nel luogo di edificazione della piramide, poi, i muratori squadravano accuratamente i massi nel formato definitivo, li levigavano usando sostanze abrasive e riuscivano a conferire loro un aspetto liscio e pulito.





     
La malta liquida

Le squadre di operai trascinavano le pietre su per una lunga piattaforma, per metterle al loro posto. Alla fine della rampa, all'altezza dell'ultima fila di pietre, ciascun blocco veniva fatto scivolare al posto giusto, su uno strato di malta liquida che fungeva da lubrificante.
Man mano che la piramide cresceva in altezza, la rampa veniva allungata; la pendenza, infatti, doveva sempre rimanere la stessa, per garantire l'esattezza delle proporzioni.
La manodopera specializzata era impiegata per tutto l'anno; i manovali, invece, lavoravano alla Grande Piramide solo per tre mesi, in autunno, in occasione della piena annuale del Nilo.
In quel periodo, nell'attesa che il Nilo si ritirasse per poter seminare i loro prodotti nel terreno reso fertile dal limo, almeno 100.000 contadini lavoravano come manovali alla costruzione della piramide.


Sezione schematica della Piramide di Cheope:
1 - ingresso originale
2 - nuova entrata
3 - passaggio discendente
4 - cunicolo discendente
5 - camera inferiore
6 - cunicolo ascendente
7 - camera della regina
8 - cunicolo orizzontale
9 - grande galleria
10 - camera del re
11 - camera delle saracinesche
12 - cunicolo verticale


   
Dalla cima alla base

Quando tutta la parte interna fu terminata, la piramide appariva completamente nascosta dalle piattaforme che erano servite per erigerla.
Il lavoro finale di rivestimento della superficie della piramide con i grandi blocchi di calcare doveva a questo punto cominciare dalla cima.
Man mano che venivano sistemati i blocchi, le rampe venivano rimosse; finalmente venne il momento in cui la gigantesca costruzione si innalzò libera sulla piana di Giza, con la sua copertura di un bianco abbagliante.
Nel cuore della piramide, più di 42 metri al di sopra del livello del deserto ma ancora molto lontano dal vertice della costruzione, c'era la camera del re, una cella con le pareti interamente ricoperte di granito lucente.
In fondo alla sala, posato sul pavimento, venne posto un sarcofago di pietra destinato a contenere il corpo mummificato del faraone.





    
Un capolavoro di abilità

La grande galleria contigua alla camera del re è un capolavoro di abilità. In origine era stata concepita per risolvere il problema di sigillare per sempre la camera mortuaria del faraone.
Enormi blocchi "di chiusura" vennero posati sul pavimento della galleria su provvisori supporti di travi.
E dopo che il grandioso e pittoresco corteo funebre ebbe accompagnato il corpo di Cheope nella piramide, gli operai rimossero i blocchi e facendoli scivolare sul pavimento inclinato della galleria ostruirono l'ingresso.
Poi uscirono attraverso un tunnel verticale appositamente predisposto, che in seguito venne a sua volta perfettamente sigillato. Così il cadavere del faraone Cheope sembrava essere al sicuro per sempre da eventuali intrusioni.





  
La profanazione

In realtà, nel corso dei secoli che seguirono, i fatti dovevano dimostrare che I'uomo è abile tanto nel costruire le tombe degli antichi re quanto nel profanarle e nel saccheggiarle.
Nel IX secolo d.C., alcuni operai arabi scavarono una galleria per penetrare nella piramide e trovarono un sepolcro già profanato. In seguito, i sovrani arabi fecero rimuovere gran parte del rivestimento calcareo della Grande Piramide, per utilizzarlo nella costruzione delle loro moschee.
Ciononostante, quella di Cheope è soltanto una tra le 36 più importanti piramidi egiziane che ancora si innalzano nella loro originaria grandiosità. A dispetto di secoli di saccheggi e di sbalzi di temperatura.


VEDI ANCHE . . .
















DIZIONARIO DELL'EGITTO

A _ B _ C _ D _ E _ F _ G _ H _ I _ K _ L _ M _ N _ O _ P _ Q _ R _ S _ T  _ U _ V  _ W _ Z


1 commento:

ACTARUS ha detto...

Sarebbe fantastico visitarla!