martedì 29 marzo 2016

HELIOPOLIS - La città del sole (The City of the Sun) - Egitto (Egypt)

Palazzo del barone Empain

HELIOPOLIS 
LA CITTÀ DEL SOLE

Il primo nome in cui si imbatte chi giunga in aereo al Cairo è quello di Heliopolis: è questo, infatti, il luogo in cui si trova l'aeroporto della grande metropoli.
Si tratta di un'area in cui, all'inizio del secolo, non c'era che un piccolo villaggio di nome Matarieh, con un sicomoro in un giardino irrigato da un sakieh (pozzo da cui si estrae l'acqua con una pompa azionata da buoi) e, non lontano, un obelisco in granito rosa d'Assuan, fatto costruire da Sesostri I. 

Secondo una leggenda, forse priva di fondamento, il sicomoro, piantato nel 1672 al posto di un altro albero morto nel 1665, avrebbe offerto riparo alla Vergine Maria e a Gesù, suo figlio, durante la fuga in Egitto. L'obelisco è invece tutto quello che rimane dell'antica gloria di Heliopolis, capitale religiosa dell'Egitto al tempo dei faraoni.




Heliopolis era una delle più antiche città egiziane, la cui origine risale all'epoca predinastica, vale a dire a quattromila anni prima di Cristo. Gli Egizi la chiamavano On, la "città del pilastro", o ancora Pi-Ra, la "città di Ra" (cioè del dio sole), di cui il nome Heliopolis è la traduzione greca. I suoi sacerdoti furono tra i primi filosofi, teologi e astronomi di cui resti memoria. A metà del III millennio, essi avevano già elaborato una dottrina relativa al culto del sole, che poi si impose in tutto l'Egitto, divenendo dottrina ufficiale sotto i faraoni della V dinastia, originari proprio di Heliopolis. 


Obelisco in granito rosa d'Assuan, fatto costruire da Sesostri I

Del famoso tempio di Ra non rimangono tracce, ma possiamo farci un'idea di tali antichissimi edifici se pensiamo a quelli dedicati al sole che i re della V dinastia fecero costruire a ovest di Menfi, ad Abu Ghorab e ad Abu Sir. Questi monumenti avevano forma di grandi cortili circondati da larghe mura, all'interno dei quali era eretto, su una base di granito a forma di piramide tronca, un corto e tozzo obelisco; sia l'obelisco sia la piramide erano simboli solari. Un tempo ai piedi dell'obelisco, ritenuto anche un simbolo sacro del re, veniva eretto un altare sul quale avevano luogo i sacrifici alla divinità.

Al centro del sistema teologico sviluppato dai sacerdoti di Heliopolis vi era Atum, il dio che si generò con la forza del proprio pensiero. Fu questa divinità che creò poi, sull'acqua primordiale Nun, un piccolo rilievo montuoso, sul quale egli si stabilì per dar vita all'aria, Shu, e al principio di umidità, Tefnut. Dall'incontro di queste due divinità nacquero il dio della terra Geb e la dea del cielo Nut,  iquali generarono, a loro volta, le quattro divinità dinastiche Osiride e Iside, Seth e Nephthys.

L'influsso di questa teologia "emanatista" - tutti gli dei, incarnazioni dei fenomeni terrestri e cosmici, si moltiplicano attraverso le generazioni, ma discendono tutti dalla divinità creatrice Ra-Atum - si esercitò sull'intero l'Egitto, e in ognuno dei grandi centri religiosi fu creata una cosmologia a imitazione di quella elaborata a Heliopolis.


Palazzo costruito dal barone belga Empain, all'inizio del XX secolo,
una riproduzione del tempio indiano di Angkor

All'inizio del XX secolo, per iniziativa di una società belga, è nata la moderna Heliopolis. Questa nuova città, chiamata Heliopolis-Oasis, si è sviluppata rapidamente, sottraendo terreno al deserto, e si è estesa fino ai confini del Cairo, di cui è diventata un sobborgo vivo ed elegante, con campi da gioco, club sportivi e centri vari di svago e relax. Chiamata anche Misr el-Gedida, "il Nuovo Cairo", si collega verso sud-est con la città satellite di Medinet Nasir, costituita soprattutto di animati quartieri residenziali.


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